Castellammare di Stabia, bella e (decisamente) impossibile!

PREMESSA: questo articolo è particolarmente polemico, ma solo leggermente iperbolico.

Se per caso siete nella provincia di Napoli e avete sentito parlare e volete visitare Castellammare di Stabia, pensateci bene! …a meno che non vi piaccia trascorrere ore intere del vostro tempo in auto come urla la Amoroso, e non abbiate intenzione di potenziare la vostra pazienza all’infinito, fra vespe e automobilisti che del codice della strada ricordano solo una parola: precedenza. Infatti ce l’hanno sempre e solo loro. Possono sorpassare a destra e a sinistra , sugli incroci e in qualsiasi condizione della circolazione, fermarsi davanti alla tua auto e parlare con tutti gli amici del circondato, poi dopo 20 minuti che appena lampeggi perché, diciamolo, qualcosina da fare ce l’hai anche tu, ti urlano che sei un ********* perché non puoi aspettare un secondo. Senza casco e senza cervello, senza disciplina e senza il più piccolo e pietoso senso civico, menefreghisti assoluti. (Naturalmente il Dare-Precedenza e lo STOP sono decorazioni urbanistiche molto gradite).

Qui su potete ammirare l’omino-matrix, il classico pedone stabiese.

Poi, se capita che non sei abbastanza svelto a schivarli, mentre prosegui dritto per la tua strada, e ne tamponi uno (che in realtà sarebbe: e ti viene uno addosso dopo averti sorpassato troppo stretto), il minimo è una sequenza lunga come il DNA di parole indefinite (ma il senso è piuttosto chiaro) fra cui spiccano quelle due o tre che conosci anche tu (queste qui sono sempre tra le prime, perché poi si sale di livello), il massimo è ancora ignoto (ma sicuro comprende che sborsi milioni per il terribile trauma cranico e le dolorose fratture diffuse in tutto il corpo del pover’uomo che subito dopo l’incidente bussava cortesemente con una mazza di ferro al tuo finestrino e accarezzava le tue portiere con i suoi dolci scarponi).

Ma se sopravvivi a questo (uno su mille ce la fa), ci sono altre due fatiche da sostenere: 1) raggiungere la destinazione 2) trovare un parcheggio.

Il parcheggio non lo trovi perché da qualche tempo quasi tutti i parcheggi di Castellammare sono riservati ai cittadini della zona (e anche quelli che prima erano a pagamento col celebre grattino, ora sono a strisce gialle per questo scopo), e così, i poveri turisti in auto, ma anche i cittadini dei paesi limitrofi che come me hanno passato tutta la loro vita lì, devono parcheggiare inevitabilmente per qualunque servizio nei parcheggi privati (che, guarda un po’, sbucano come funghi) o nelle poche e piccole zone rimaste libere e proseguire a piedi. (Anche se, in realtà, sei tu quello scrupoloso che cerca un posto parcheggiabile per fermarti, perché lì non si usa così: se non trovi un posto nei tempi concessi dalla tua pazienza, sei autorizzato a fermarti dovunque ti suggerisca la capa, in divieto di sosta, davanti ai bidoni dell’immondizia, sui marciapiedi, sulle strisce pedonali, sulla soglia dei negozi o delle chiese, ma anche in mezzo alla strada sulla corsia opposta (in una via a doppio senso) di fronte a un auto che viene proprio di là (vissuta personalmente). Vi faccio un disegnino (l’auto cafona ha parcheggiato):

autocafona

Per verificare l’altro problema, che sembra impossibile in una città del primo mondo nel terzo millennio, basta avere un’amica che abita a Via Catello Fusco. Intelligentissimi sensi unici ti permettono di svicolarti agilmente in ogni direzione tanto che per percorrere un tratto di venti metri in linea d’aria, devi fare 2 Km (nel traffico), specie se l’unico punto di diramazione è occupato da un palco per una serata (e nelle due vie adiacenti colonne infinite d’auto).

Ma il vero dramma è che Castellammare di Stabia non se lo merita, poiché è una città capolavoro per natura, ha il mare e lunghe spiagge, ha 28 sorgenti termali, ville romane ed edifici storici (come Il Castello, la Cattedrale, Il Santuario della SS. Vergine Incoronata della Sanità) , una storia invidiabile e tanto altro che potete ammirare qui (o se decidete di visitarla) e potrebbe fare ancora altri capolavori, se soltanto i cittadini  ne avessero un po’ cura e sfruttassero un minimo il suo potenziale turistico.

Se per caso vi vengono in mente soluzioni risolutive, mandatele al sindaco ché sono sicuro che vi ascolterà prontamente.

Pace e Bene!

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